Occlusione

In odontoiatria con il termine “occlusione” s’intende il rapporto che i denti dell’arcata superiore (mascellare) contraggono con quelli dell’arcata inferiore (mandibola).

La presenza di tutti i denti nell’ambito di un normale sviluppo scheletrico e muscolare tende a creare dei contatti dentali di estrema importanza, sia per l’allineamento che per la masticazione stessa.

In una situazione normale questi rapporti sono codificati da un ingranaggio estremamente preciso, finalizzato a coordinare i movimenti dell’articolazione, nel complesso meccanismo della masticazione, e finalizzato a conferire stabilità alla mandibola, nelle situazioni di riposo. 

L’occlusione è un capitolo estremamente vasto e complesso dell’odontoiatria e per eventuali approfondimenti si rimanda a testi specifici, ciò che è essenziale conoscere è che i contatti dentali, i rapporti che i denti contraggono tra di loro e quindi la loro posizione ed il loro allineamento sono determinanti per una corretta salute sia dei denti che dell’articolazione.

 

Denti storti o sovraffollati sono fattori predisponenti per la malattia parodontale.

Denti di un arcata che in chiusura non contattano con quelli dell’arcata antagonista alterano la funzione dei movimenti mandibolari.

Denti malposti che creano morsi incrociati predispongono a patologie articolari, che spesso si manifestano solo in età avanzata.

Denti estrusi od “allungati” possono generare interferenze durante i movimenti mandibolari e arrivare a causare digrignamento e bruxismo.

 

L’ortodonzia è quella branca che si prefigge di correggere le malposizioni dentali, i morsi incrociati e gli affollamenti ed è estremamente efficace tanto più gli atti terapeutici vengono svolti nella fase di sviluppo dell’individuo.

La ricostruttiva invece tende attraverso le otturazioni o la protesi (fissa o mobile) a ripristinare un corretto ingranaggio magari alterato dalla perdita di uno o più elementi.

La chirurgia, soprattutto quella estrattiva degli ottavi (denti del giudizio) tende a eliminare le pesanti interferenze, in lateralità, protrusione e retrusione che questi elementi spesso causano.

La corretta posizione dei denti nelle 2 arcate dovrebbe disegnare 2 importanti curve: quella di Wilson e quella di Spee.

Quando, per esempio, viene perso un elemento è necessario provvedere alla sua sostituzione per evitare lo spostamento dei denti vicini, ma anche degli antagonisti che, cercando un contatto, tendono ad estrudere alterando così le suddette curve.

Se ci si ritrova in una situazione di curve alterate è bene porsi l’obiettivo di ricrearle e non solo quello di sostituire un dente perso, anche se ciò spesso costringe a lavorare su più elementi e a complicare il piano di trattamento.